MASTOPLASTICA ADDITTIVA

Prof. Carlo Gasperoni

Dott. Angelo Trivisonno

 

 

Prof. Carlo Gasperoni

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Quando il seno è troppo piccolo, i problemi psicologici possono essere grandi e pertanto si può ricorrere all’aumento con protesi. La Mastoplastica Additiva è l’intervento con il quale si aumenta il seno inserendo delle protesi di silicone.
La cicatrice è situata al bordo dell’areola, con una linea che va dalle ore tre alle ore nove del quadrante di un orologio.
Molte pazienti temono che vi sia perdita della sensibilità del capezzolo. Questo sarebbe vero se si inserissero protesi esageratamente grandi. Peraltro protesi così grandi neanche si riuscirebbero a farle passare dall’areola e quindi vengono introdotte dal basso, quindi la riduzione della sensibilità con la tecnica da me ideata ed utilizzata non succede.
Generalmente la protesi viene messa sotto al muscolo pettorale per renderla meno visibile dall’esterno. La tecnica utilizzata è di mia invenzione ed è migliore delle altre perché è più naturale nei movimenti.
Non ci sono drenaggi.
Si va via senza fasciature ma direttamente con un reggiseno. Si potrà allattare in quasi tutti i casi.


Ricovero: 1 GIORNO
Durata: 60 MINUTI
Anestesia: GENERALE
Ritorno al sociale: 7 GIORNI
Attività sportiva: 45 GIORNI
Esposizione al sole: 15 GIORNI
Risultato finale: 3 MESI


 

 

Dott. Angelo Trivisonno

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La Mastoplastica Additiva è sicuramente l’intervento più richiesto in chirurgia estetica, è un intervento di aumento del seno mediante l’uso di protesi mammarie. Il primo intervento del genere fu realizzato in Franci a negli anni 60. Di fondamentale importanza è la prima visita in occasione della quale viene fatta fare una simulazione per dare alla paziente la possibilità di scegliere da sola volume e forma della protesi. Il chirurgo ovviamente entrerà in merito per valutare la congruenza tra la scelta e la struttura fisica della candidata all’intervento. Le candidate per la Mastoplastica Additiva sono le donne con :

  • ipoplasia mammaria (seno piccolo)

  • mammelle ptosiche, ossia discese per la forza di gravità (in questo caso può essere necessario integrare con un intervento di mastopessi), spesso esito di perdita di volume e consistenza post gravidanza

  • malformazioni mammarie (es. mammella tuberosa)

  • asimmetrie mammar


ANESTESIA

L’intervento si può realizzare in sedazione profonda più anestesia locale e blocco intercostale (dei nervi che escono dagli spazi tra le coste e vanno a dare la sensibilità alle mammelle).

RISCHI

Sono gli stessi di qualunque intervento chirurgico : infezione, ematoma, che possono comportare la necessità di rimozione nella protesi, alterazioni della sensibilità comunque reversibili.